A Melara si sono tenuti due incontri sulla violenza domestica, “Per colpa di Chi” evento co-organizzato dalla Sesta Circoscrizione insieme all’associazione Rete-Dpi e l’altro dalla Microarea in collaborazione con le associazioni del Territorio.

“Per Colpa di Chi” e’ stato organizzato in due parti. La prima costruita per evidenziare l’importanza di aiutare la donna soggetta a violenza e di sostenerla con una rete di aiuto.

Indicazioni precise sui soggetti da contattare per ottenere aiuto e sostegno sono state date alle donne. La seconda parte ha messo invece alla luce le dimensioni del fenomeno in Italia e in particolar-modo a Trieste non tralasciando di porre l’attenzione sul fatto che la violenza non ha nazionalità e vi e’ la necessita’ quindi di avviare un processo di integrazione e di sostegno anche per le donne di altre culture.

E’ stata una importante occasione per far conoscere l’associazione Rete DPI e il suo operato, di fornire indicazioni pratiche e riferimenti su cui una donna possa fare affidamento in un momento difficile come quello della violenza domestica

La sala, e’ stata una presenza molto attiva. Si e’ dovuto limitare il numero degli interventi tanta era la partecipazione ma ‘il nucleo importante dell’informazione e’ passato comunque.

La violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprende qualsiasi atto che provoca, o può provocare, danno fisico, psicologico, sessuale ed economico, comprese le minacce , la coercizione e la deprivazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che privata. ( Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne – assemblea Generale delle nazioni Unite 1993 e Convenzione di Istanbul 2011) L’hanno riproposto un po’ tutti i relatori e chi ha coordinato la tavola rotonda, a comprova che, purtroppo, la nostra società non ha ancora piena consapevolezza di tutte le sfaccettature della violenza sulle donne.

Molto apprezzato l’intervento del criminologo dott. Tarlao che ha subito catturato l’attenzione con una registrazione audio di un episodio di violenza realmente accaduto. L’emozione di sgomento ha pervaso la sala . L’apporto e’ stato incisivo perché ha illustrato in maniera efficace, la modalità operativa della denuncia.

L’intervento della Dott.essa Bastiani dell’Università degli Studi di Trieste, ha fatto dunque chiarezza sulle dimensioni del fenomeno con dati statistici.

I dati parlano chiaro: se anche la criminalità generica diminuisce, la violenza in famiglia e gli omicidi con vittime donne in quanto tali rimangono costanti, e come sappiamo, come anche è stato ben raccontato anche i motivi per cui ciò avviene sono molto chiari e sono noti a tutti.

<<La violenza domestica sulle donne non é una novità, ma é un problema culturale; La riforma del diritto di famiglia é solo del 1975, prima vigeva il pater familias. L’uomo aveva la responsabilità sulla moglie, figli e patrimonio, in pratica era il capo e poteva fare ciò che volevain questo contesto ad esempio non esisteva lo stupro, all’interno del matrimonio perché era un dovere della moglie soddisfare l’uomo.

Le disposizioni sul delitto d’onore e sul matrimonio riparatore sono state abrogate con la legge appena nel 1981, ma il cambio culturale è lento ad arrivare.

I danni della violenza hanno un Costo Sociale alto, anche per la Sanità pubblica – sia quelli fisici visibili che i più’ nascosti come la sindrome post traumatica da stress e non ne sono esenti i bambini che somatizzano la rabbia accumulata inespressa, e poi tendono alla ripetizione, anche da adulti, di comportamenti violenti.

Le radici della violenza di genere sono da ricercare prevalentemente nella disparità di potere tra i generi.

Violenza maschile sulle donne resiste e attraversa, senza distinzioni, classi sociali, professionali, livelli di istruzione, appartenenze geografiche ecc ma aumenta nelle società patriarcali.>>Sono questi alcuni dei passaggi salienti del Radovanovich membro della Consulta regionale dell’integrazione.

 

Milica Marcovic presidente della Consulta immigrati residenti nel Comune di Trieste, ha presentato i servizi e il ruolo della succitata consulta, ha presentato i dati per nazionalità e ha inoltre illustrato le criticità sul piano dell’integrazione dei residenti. La mancanza di un efficace sistema di integrazione dell’immigrato amplifica il problema della violenza domestica.

 Vorrei ringraziare la circoscrizione e tutti i partecipanti per aver portato l’attenzione, grazie all’evento, sulla violenza di genere. Care signore e signorine, il lupo cattivo esiste, ma non si nasconde nel bosco. La maggior parte delle volte è proprio lì, dove dovremmo sentirci più sicure: a casa nostra! E’ il nostro partner, il nostro ex, un parente o un amico! Ma insieme possiamo trovare  la forza e il sostegno per denunciarlo, perché non può esistere amore dietro alla violenza. Ci consideriamo civili, ma se una donna muore ogni 2/3 giorni in Italia per mano di chi dice di amarla, dobbiamo ancora fare molto per dare effettività alla parità di genere. Dobbiamo costruire una cultura del rispetto, minando i  convincimenti profondamente radicati di una cultura patriarcale millenaria.

Laura

Il titolo dato all’evento “Per colpa di chi” mette in evidenza il punto centrale da cui origina il drammatico fenomeno della violenza di genere: perché per ogni uomo violento, prevaricatore, grottesco nella sua ignorante pretesa di dominio nei confronti della donna (un esempio da brividi, la telefonata di uno stalker registrata dalla polizia …) c’è purtroppo una donna che con estrema difficoltà reagisce alle violenze fisiche, psicologiche, a quelle che toccano anche i suoi figli. Incontri come quello organizzato danno la consapevolezza delle proprie risorse, di non essere sole, di far parte di una rete di solidarietà.

Gabriella

La conferenza organizzata dalla VI Circoscrizione è stata interessantissima, ci ha dato l’ennesima conferma di alcuni fatti che continuano a passare sotto traccia, in primis il fatto che la violenza sulle donne è in larghissima parte violenza domestica .Questo fatto, sottolineato da tutti i relatori ha assunto a fine serata i contorni di un fenomeno vastissimo e sommerso, una vera emergenza sociale di cui si parla pochissimo preferendo piuttosto l’enfatizzazione dei casi di aggressione da parte di sconosciuti, meglio se di nazionalità diversa. Legata a questo fenomeno c’è l’enorme difficoltà delle donne a denunciare gli abusi che subiscono, grandi o piccoli che siano, ci sono state un paio di generose e coraggiose testimonianze, ma stando il fatto che una donna su 5 subisce nella vita abusi gravi, la più parte delle donne in sala ha preferito continuare a tacere, ed è questo silenzio millenario il primo enorme ostacolo che bisogna affrontare. Infine accorata e veramente poco dibattuta la questione delle donne immigrate che, tramite ricongiungimento familiare si trovano nel nostro paese ad essere completamente inermi e soprattutto isolate, sradicate dal loro contesto, completamente disinformate sui loro diritti e le possibilità che il nostro paese può offrire ad una donna in difficoltà. Una piaga dolorosa che dovremmo pensare di affrontare con strumenti appositamente pensati.

Elena

Una tavola rotonda molto interessante che ha spaziato tra emozioni e normative per riuscire a sensibilizzare e informare la popolazione su questo tema, facendo notare che in alcuni paesi questi diritti sono istituzionalizzati o supportati dalla legge e dall’abitudine locale, mentre in altri vengono ignorati e soppressi.

Bisogna agire alla radice, educando già i bambini al rispetto e alla non violenza..
Il nostro ruolo è quello di convogliare tutte le associazioni e chi protegge questi diritti per poter assorbire tutte le informazioni necessarie allo scopo di indirizzare la popolazione qualora servisse e a dare gli strumenti affinché ci si tuteli e non si abbia paura di parlare.. ..

Segulin Vice Presidente della Circoscrizione, M5s

 

Diffondere le informazioni, promuovere la conoscenza della normativa, mettere in chiaro che ciò che è violenza non è amore, far sapere a ogni donna che non è sola, promuovere la conoscenza e la cultura dell’uguaglianza e delle pari opportunità serve.

Le istituzioni, e la Circoscrizione è una di esse, hanno il dovere di far cambiare il modo di pensare, di accogliere le richieste di aiuto, di spiegare che la mancanza di rispetto è violenza e di sottolineare senza stancarsi mai che la donna non deve giustificarsi o difendersi, ma che è la violenza che deve finire Peccato per l’assenza dei maschi: la violenza sulle donne e sui bambini non è una cosa da donne, è una tragedia di tutti.

Schiavon,Consigliera Pd

 

L’evento e’ stato molto interessante, le informazioni ricevute mi aiuteranno a diffondere informazioni ad altre donne, anche di nazionalità straniera. Propongo di organizzare un’altra giornata al mattino, in modo da permettere alle mamme di partecipare mentre i mariti ed i figli sono impegnati. Bisogna informare le donne straniere sulle tutele che hanno in Italia. Diffondere le informazioni ricevute e’, secondo me, un dovere ed un gesto di concreta solidarietà femminile che deve andare oltre la nazionalità o lingua parlata.

Di Febo, consigliera PD

 

Creare un evento come Circoscrizione non era facile sia per la complessità dell’argomento sia perché non volevamo dare alla giornata un taglio celebrativo.

Qual e’ poi il ruolo della politica in questo ?

Direi che e’ quello di facilitare chi opera in questo contesto (associazioni, operatori, soggetti preposti alla tutela), indicare a chi e’ in difficoltà i riferimenti su cui puo’ fare affidamento, e adottare tutte le azioni che favoriscano un cambiamento cultural

Richetti Presidente M5s della VI Circoscrizione

Nell’occasione la circoscrizione di San Giovanni, Chiadino Rozzol, ha presentato alcune delle iniziative proposte per l’anno 2018 su questo tema : a gennaio inizieranno infatti due percorsi di incontri  su “difesa personale e gestione della  situazione di pericolo” orientati ad adolescenti e a donne (per informazioni e iscrizioni rivolgersi a sestacircoscrizione@comune.)

La giornata proposta dalla Microarea e’ stata un momento festivo a grandissima adesione che grazie alla musica, al ballo, e alle riflessioni  ha permesso di rispondere al fenomeno con  la presenza.

Entrambi le proposte hanno permesso di comunicare che questo problema esiste, e’ sentito ma ne possiamo uscire, abbiamo dalla nostra parte la forza di tutte le donne e le ragazze che hanno vissuto gli stessi problemi, la vicinanza dei centri antiviolenza, delle forze dell’ordine. Di questi strumenti si può e si deve dotare ognuno di noi, e la società tutta in cui viviamo.